Il Festival Internazionale di Poesia celebra il suo quarto di secolo: una rassegna tra cinema d’autore e impegno sociale
Il 2019 segna un traguardo significativo per il Festival Internazionale di Poesia di Genova, che celebra la sua venticinquesima edizione con un programma che intreccia sapientemente cinema, poesia e realtà sociale. Quest’anno il festival, che si sviluppa tra Varese e Genova, pone particolare attenzione al cinema d’autore e al documentario di impegno civile, offrendo al pubblico una riflessione profonda sulla contemporaneità e sulla memoria storica.
Il percorso prende avvio a Varese, dove la Sala Montanari ospita due opere documentarie di grande spessore. Il 30 maggio viene proiettato “Nostalgia della luce” di Patricio Guzmán, un’opera straordinaria che intreccia astronomia e memoria storica nel deserto di Atacama. Il regista cileno costruisce un ponte metaforico tra la ricerca astronomica condotta in uno dei più importanti osservatori sudamericani e la dolorosa ricerca dei resti dei desaparecidos della dittatura di Pinochet, creando una potente riflessione sulla memoria e sul tempo. Il 6 giugno è la volta di “Humano” di Alan Stivelman, un viaggio iniziatico nel cuore delle Ande che esplora la spiritualità ancestrale dei Queros, offrendo uno sguardo fresco e profondo sulla ricerca del significato della vita.
A Genova, cuore pulsante del festival, il programma si sviluppa principalmente presso il Club Amici del Cinema, con una ricca retrospettiva dedicata al regista Aurelio Grimaldi. Il percorso attraverso l’opera del cineasta siciliano inizia il 31 maggio con “Nerolio” (1996), primo capitolo di una trilogia dedicata a Pier Paolo Pasolini, opera che al suo apparire suscitò accesi dibattiti critici. La retrospettiva prosegue con “Rosa Funzeca” (2002), rilettura personale di “Mamma Roma”, “Un mondo d’amore” (2003), delicato ritratto del giovane Pasolini, e “Iris” (2000), racconto poetico che vede protagonista la figlia del regista. Il ciclo culmina l’11 giugno a Palazzo Ducale con un incontro con l’autore e la proiezione de “L’educazione sentimentale di Eugénie”, adattamento dell’opera del Marchese de Sade parzialmente girato tra Villa Serra Comago e Palazzo Rosso.
Il festival dedica uno spazio significativo anche al regista Fredo Valla, documentarista attento alle tematiche sociali e alla memoria storica. La sua retrospettiva include “Sono gli uomini che rendono le terre vive e care” (2011), meditazione spirituale sulla vita monastica, e il potente “Non ne parliamo di questa guerra” (2017), che affronta il tema dei disertori e degli ammutinati durante la Prima Guerra Mondiale. In questo contesto si inserisce anche la proiezione de “Il vento fa il suo giro” di Giorgio Diritti, di cui Valla è sceneggiatore, opera che esplora con sensibilità le dinamiche di una piccola comunità delle Alpi Occitane.
La sezione “Altre visioni” arricchisce il programma con opere di stringente attualità. “Styx” di Wolfgang Fischer affronta il tema delle migrazioni attraverso la storia di una dottoressa che si trova ad affrontare un drammatico incontro con un peschereccio di profughi durante una traversata in solitaria. “In guerra” di Stéphane Brizé porta sullo schermo la lotta sindacale degli operai di una fabbrica in chiusura, offrendo uno spaccato della Francia contemporanea.
Un momento particolarmente significativo è rappresentato dalla proiezione de “L’anima nel ventre” di Fabio Giovinazzo, documentario dedicato all’opera poetica di Claudio Pozzani, figura centrale della scena poetica genovese, in cui versi e immagini si fondono in una composizione visionaria.
Il festival si completa con una mostra bibliografica sulla saggistica cinematografica, ospitata dalla Biblioteca Universitaria di Via Balbi da settembre a ottobre, che offre un’importante occasione di approfondimento teorico.
Questa venticinquesima edizione si distingue per la sua capacità di intrecciare memoria storica e attualità, poesia e impegno sociale, confermando il Festival Internazionale di Poesia come un punto di riferimento nel panorama culturale italiano. Attraverso la lente del cinema documentario e d’autore, il festival continua a esplorare le complessità del nostro tempo, offrendo al pubblico strumenti preziosi per interpretare la contemporaneità.
