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Visioni musicali

    Visioni Musicali

 Lo spazio interamente dedicato al documentario musicale:

 dal rock movie classico e contemporaneo, al ricco universo delle musiche altre

e agli scenari urbani contrappuntati di suoni antichi e moderni.

 Stagione  febbraio-marzo 2010

                                                                        Miv-Multisala Impero Varese
                                                                                      Sala Urano
18 Febbraio
Amazing Journey. The Story of The Who
di Paul Crowder,  Gran Bretagna 2007
25 Febbraio
Fly Jefferson Airplane
di Bob Sarles e Christina Keating, Stati Uniti 2004
4 Marzo
 The Pink Floyd and Syd Barrett story
di John Edginton, Gran Bretagna 2005
25 Marzo
The Filth and the Fury-Sex Pistols
di Julien Temple, Gran Bretagna 1981
1 aprile
Heavy metal in Baghdad,
di Eddy Moretti e Suroosh Alvi, Stati Uniti-Canada 2008

SCHEDE 

 
Amazing Journey-The Music of The Who
 Biografia autorizzata e definitiva del gruppo rock inglese di Tommy e di Quadrophenia.
Testimoni tra i più creativi della  Londra ribelle della  seconda metà dei sixthieen, i TheWho
di Pete Townshend e di Roger Daltrey rappresentarono per i giovani di tutto il mondo  un autentico simbolo generazionale. Imperdibile  per gli appassionati della band ma anche per coloro che anche attraverso i numerosi frammenti di repertorio presenti, intendano ritrovare le origini del rock  come esperienza giovanile creativa, unica e irripetibile.
 Fly Jefferson Airplane
I  Jefferson Airplane rappresentarono, a cavallo tra gli anni sessanta e settanta, la punta più avanzata del cosiddetto sound of San Francisco, nel mezzo della mitica Summer of love, ossia l’affermazione delle istanze pacifistico-lisergiche e ribelliste in musica. Nel film di alternano le testimonianze della splendida vocalist Grace Slick, dei chitarristi Paul Kartner e Jorma Kaukonen a brani di concerti. (straordinario l’inedito del cocerto non autorizzato, tenuto sul tetto di un grattacielo di New York!).
Per quasi un decennio (incluse le esperienze musicali dei singoli componendi della band), originalità e radicalità  furono le caratteristiche salienti del suono dei Jefferson.  
 The Pink Floyd and Syd Barrett story
Chi era il diamante pazzo (crazy diamond) celebrato dai Pink Floyd nel l’ormai leggendario album Wish you were here? Syd Barrett, ovviamente, la testa pensante, il genio visionario del gruppo inglese, recentemente scomparso, e autoesclusosi dalla “vita reale”,  sorta di eremita del paradosso.
Nel film di John Edginton, malinconicamente aleggia il fantasma di Syd, specialmente quando, al tempo della registrazione di quell’album, egli si presentò, quasi irriconoscibile, al gruppo. Che pare proprio ricordarsi di lui nel momento in cui la ceatività dele origini  è quasi interamente scomparsa.    
 The Filth and the Fury-Sex Pistols
Il racconto del gruppo maledetto che inventò il punk, cambiando il corso della musica rock, dal unto di vista dei suoi protagonisti: Johnny Rotten e Syd Vicious.
Seguito ideale di The great Swindle of rock n’ roll, il film conferma il versatile talento dell’inglese Julien Temple nel raccogliere, con stile concitato, le istanze del mondo musicale e nel manipolare materiali eterogenei (concerti, interviste, notiziari dell’epoca), in un caleidoscopio visionario che è innanzitutto specchio di un’epoca inquieta che in fondo anticipa di qualche anno la fine del rock.
  Heavy metal in Baghdad
Il film di Eddy Moretti e Suroosh Alvi, è la cronaca  appassionata della vita quotidiana di un gruppo di giovani iracheni di Baghdad, uniti dalla passione per la musica heavy metal che li ha spinti ha creare un proprio gruppo, gli Acrassicauda, unico in tutto il paese, prima e dopo la guerra dell’Iraq.  Costretti ad emigrare in Siria, essi riusciranno ad incidere il loro primo disco. 
Girato coraggiosamente nella Bagdad di oggi (sotto il controllo dell’esercito nordamericano) che qui pare veramente il luogo più terribile e angoscioso della terra, il film sa trasmettere allo spettatore, forse grazie allo stile prevalentemete diaristico e improvvisato, un senso di spaesamento  come pochi altri che hanno affrontato il delicato tema della guerra.
Necessario, per comprendere la condizione umana di chi ha vissuto e vive costantemente sotto le bombe.
 a cura di Maurizio Fantoni Minnella

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